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25 aprile 2020

 
25 aprile 2020

25 aprile 2020, 75 anni dalla liberazione, anno bisestile. Troppe cifre “tonde” per festeggiare questo
giorno in modo banale. L’unica liberazione che vedo oggi è dalla retorica che tutti gli anni dobbiamo
subire, unita alla strumentalizzazione e alle polemiche di chi magari non muove un dito per la
collettività ma il 25 aprile scende in piazza senza conoscere a fondo la storia.
Oggi deponiamo una corona al monumento ai caduti di Marcallo e al monumento ai bersaglieri a
Casone perché la storia va onorata e commemorata, ma senza cortei. Oggi si sta in casa nel rispetto
delle regole e delle persone che da settimane le hanno seguite, e si riflette su due concetti: libertà e
resistenza. Ma oggi, senza dimenticare chi ha contribuito con il proprio sacrificio a conquistare la libertà, è
doveroso farlo con il pensiero rivolto al presente.
Libertà: siamo liberi nel senso che non siamo in guerra, ma siamo privati della libertà personale, ed è la
prima volta per tanti di noi. La libertà di lavorare, di muoversi, di vivere gli affetti - io sono lontana dal
mio papà ultranovantenne da settimane, c’è chi non vede figli e nipoti - libertà di vivere le amicizie e le
passioni, di agire, come Sindaco, sulle norme imposte dall’alto che a volte sono inadeguate a gestire la
realtà locale che ha bisogno di più ossigeno. La libertà di assistere i propri malati e di piangere i propri
defunti poi è stata disumana. Per noi di Marcallo con Casone è mancata anche la libertà di organizzare e
vivere la nostra storica Fiera di San Marco con l’Insubria Festival.
Chiusi in casa, mentre viviamo una dimensione familiare che in tanti avevamo trascurato, riflettiamo su
questo bene prezioso riordinando le idee su priorità e valori che in questi ultimi anni, vissuti in una
realtà sociopolitica fatta di fenomeni e non di contenuti, abbiamo disordinato.
Resistenza: è doveroso e rispettoso collegare questo termine alla realtà di oggi che rischia di piombare
rovinosamente in uno dei periodi più bui della storia della Repubblica Italiana. Tenace ed encomiabile è
la resistenza dei nostri imprenditori che, capaci solo di lavorare e pagare, perché noi Lombardi
purtroppo siamo così, stanno cercando di stare in piedi con le proprie forze e senza aiuti esterni; dei
commercianti che dopo due mesi di chiusura sperano di rialzare la clèr; la resistenza di medici ed
infermieri che hanno sopportato turni e difficoltà; dei volontari che hanno scelto di donare il proprio
tempo per gli altri; degli amministratori locali che con i dipendenti hanno cercato e inventato soluzioni
per arrivare ai cittadini in difficoltà nel rispetto delle regole imposte dall’alto. Resistenza insomma di un
popolo che era abituato a correre ad alte velocità e che invece è stato bloccato al nastro di partenza. La
preoccupazione per la situazione economica è grande e l’impossibilità di agire contro provvedimenti
che si comprendono inadeguati allo scopo è disarmante.
Se la liberazione è l’atto di liberarsi o di essere liberato da una soggezione, da un male, da un vincolo, da
un controllo, da ciò che opprime moralmente, spiritualmente, da un’oppressione politica e sociale in
genere o anche da un virus, speriamo che questa anomala giornata del 25 aprile 2020 segni la svolta per
uscire da questa emergenza con una forza e una rettitudine nuova di cui tutta la società ha bisogno.

 

Il Sindaco

Marina Roma

 


 


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