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Giorno del Ricordo

 
Giorno del Ricordo

Questa ricorrenza fu istituita nel 2004 per ricordare le stragi e l’esodo della popolazione italiana nei territori istriani, fiumani e dalmati da parte della Jugoslavia comunista, ai tempi sotto il comando del generale Tito. Questi fatti, avvenuti nell’immediato dopoguerra, sono stati a lungo colpevolmente ignorati e sminuiti, se non addirittura negati, in spregio alla realtà dei fatti ed alla memoria dei caduti. Il significato della parola “negazionismo” è proprio questo e a questi ambiti si applica, come a chi nega gli orrori dell’olocausto nazista. Un termine da non svilire con strumentalizzazioni stucchevoli e fuori luogo.

 

Nonostante questa giornata ricorra ormai da diversi anni, riteniamo che una presa di coscienza collettiva di ciò che effettivamente successe ai nostri compatrioti, che avevano la sola colpa di essere italiani e di vivere in terre di confine contese tra diverse etnie e dalla storia travagliata, ancora non si sia attuata. Spesso nei libri di storia delle nostre scuole superiori troviamo un accenno sbrigativo ai fatti, spesso delimitato da un box. Null’altro. Eppure qui parliamo di oltre 5.000 italiani rastrellati dalle loro case, legati l’uno ai polsi dell’altro con fil di ferro e gettati nelle depressioni carsiche (le foibe) a morire. Parliamo altresì di oltre 300.000 nostri connazionali costretti a fuggire dalle loro case da esuli, additati spesso come “fascisti” in Italia perché il regime comunista di Tito, realizzazione dell’ideale di socialismo reale, vi si contrapponeva. E’ forse arrivato il momento di fare i conti in maniera adulta con verità certamente scomode andando oltre ad una commemorazione superficiale e sbrigativa.

 

A tal proposito vogliamo ricordare un episodio avvenuto il 18 Agosto del 1946: la strage di Vergarolla. Ci troviamo a Pola, città istriana di circa 30.000 abitanti (in massima parte italiani) affacciata sul mar Adriatico. A seguito degli accordi internazionali provvisori del 1945 Pola era un’enclave italiana (sotto amministrazione militare alleata) circondata da territori sotto il controllo jugoslavo. Il sentimento di attaccamento alla madrepatria era assai forte negli abitanti, che speravano in un’annessione definitiva all’Italia. Ciò era in contrasto con le politiche jugoslave che miravano alla rimozione di cultura e usi italiani.

 

Il giorno 18 Agosto 1946, quindi in tempo di pace, in occasione di un ritrovo sportivo, la spiaggia cittadina di Vergarolla era gremita di gente. Disseminati lungo il bagnasciuga si trovavano diversi ordigni subacquei che erano stati disinnescati dalle truppe alleate da diverso tempo. All’improvviso un’esplosione squarciò la spensieratezza di una giornata di festa che vedeva sulla spiaggia intere famiglie con molti bambini. Con ogni probabilità si era trattato di un attentato, in quanto c’era bisogno di un innesco esterno per far esplodere i siluri. Si ritiene che persero la vita 116 persone, delle quali oltre la metà non poterono essere identificati, dato lo strazio cui i poveri corpi furono sottoposti. Ciò rende Vergarolla la strage più terribile della storia repubblicana. Eppure in molti non ne hanno mai sentito parlare. Da quel momento cominciò l’esodo dei Polesani, che in breve periodo lasciarono i propri averi e le proprie case per non farvi più ritorno.

 

Come qualche giorno fa ebbe a dire Liliana Segre in occasione del giorno della memoria: “L’indifferenza è complice”. Ebbene, è giunto il momento di squarciare definitivamente il velo dell’indifferenza e dell’oblio. Contro tutti gli orrori.

 

Anche il Comune di Marcallo con Casone rivolge un doveroso omaggio alla Giornata del Ricordo: presso la nostra Biblioteca è allestito uno scaffale tematico con volumi e audiovisivi dedicati.


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